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IL MONDO IN UNA PIAZZA: NON TUTTO E' COME SEMBRA
Nel centro di Torino, non lontano dal Duomo e da Palazzo Reale, sorge un piccolo quartiere di nome Borgo Dora. Il suo nucleo è piazza della Repubblica, dove ha sede il mercato di “Porta Palazzo”, uno dei più grandi d’Europa. Ogni torinese può raccontare vicende notturne ambientate tra queste strade. Si tratta sempre di narrazioni avvincenti, ai confini tra realtà e fantasia. Automobilisti solitari fermi ai semafori rossi, a cui vengono tagliate le gomme: tempo di accorgersene, di scendere dall’auto e prendere il cric nel bagagliaio, che qualcuno entra in macchina rubando quel che può.
Se il ladro non trova né portafoglio, né soldi, né cellulare, tanti saluti all’automobile. Si mormora di altri automobilisti circondati e derubati di ogni avere. Le televisioni parlano di bande in guerra tra loro che in qualche seminterrato organizzano le loro lotte fratricide. Ma Porta Palazzo non è solo questo: è profumo di frutta e verdura, colori vivaci, vociare straniero mescolato agli svariati dialetti italiani, contatto con popoli lontani. A Porta Palazzo vivono, si incontrano e si scontrano l’Europa, l’Africa e l’Asia.
Ruben e io, per ragioni diverse, speravamo da tempo di trovare alloggio in quella zona, la cui realtà cruda e autentica ci incuriosiva e ci imprimeva una vaga sete di avventura. Ruben è un ragazzo brillante e intelligente, di poco più grande di me. Si presenta molto bene, ha mille interessi e la battuta sempre pronta. Porta avanti dei progetti di cooperazione internazionale in alcuni Paesi africani per un’associazione torinese ed è appassionato e innamorato del suo lavoro. Pensava che la vita di Porta Palazzo fosse un’occasione di comprensione e consapevolezza sociale.
Quanto a me, in maniera forse un po’ incosciente e soprattutto abbandonando ogni tipo di indulgenza verso me stesso, speravo che questa potesse essere la volta buona per lasciare alle spalle un capitolo della mia vita, quello dell’acido. Dopo un mese di ricerca abbiamo trovato un appartamento che faceva per noi, proprio nella piazza del mercato di Porta Palazzo. Abbiamo deciso di viverci per un anno della nostra vita.

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